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Talenti: La quiete di un quartiere borghese e il fascino discreto dell'Aniene

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È a due passi dalla Città Giardino di Montesacro, ma è - in fondo - un universo ben distinto, unico. Talenti è il tipico quartiere periferico borghese nato nel dopoguerra: palazzine dalle dimensioni ridotte, balconi curati, strade silenziose. Il tutto "protetto" dall'Aniene e dai parchi che lo celebrano in zona. Scopri Roma con Gaia!

Montesacro e Talenti sono due universi ben distinti sull'asse viario della Nomentana pur venendo percepiti spesso come un'unica zona, omogenea, del Nord-Est romano. Il primo, popolare e trafficato, il secondo residenziale, tranquillo, "casa" della medio-alta borghesia capitolina. 


Anche le case sembrano raccontare in un'istantanea questa divisione invisibile ma netta. A Montesacro, alla Città Giardino, le palazzine sono gloriosi resti di un'epoca architettonica in cui anche ai diseredati si concedeva la possibilità di vivere nella grazia di una decorazione leggiadra, fra giardinetti e balconcini fioriti. 

A Talenti, invece, i condomini si fanno più moderni (qui l'urbanizzazione nasce a partire dagli anni Sessanta, lì fin dall'inizio del XX secolo), spesso in cortina, con pochi piani (e pochi vicini con cui avere a che fare), con finestre grandi che fanno entrare la luce della Nomentana, così speciale perché "tagliata" da una prossimità con l'Aniene che fa sembrare tutta la zona una specie di "seconda" Roma, protetta dall'altro fiume della città. Sacro come il Tevere, ma periferico e meno conosciuto. 

In ogni caso, una visita a Montesacro non può prescindere anche da una scappata a Talenti. Come in un viaggio storico sulle trasformazioni urbanistiche romane nell'arco di un sessantennio. È una visita di studio e di meditazione questa. Una passeggiata fra le strade di quartiere per stabilire che cosa è cambiato in oltre cinquant'anni di edilizia, che cosa si è guadagnato e quanto si è perso. 

Il consiglio è di fermarsi in un bar, fare un po' di shopping, più che altro per il gusto di assaporare a grandi boccate una vita quotidiana che si srotola fra le strade e i parchi della zona. E il tutto, a ridosso del vecchio Ponte Nomentano, antico quasi quanto Ponte Milvio, ma più insolito, più stupefacente. Insomma, come tutte le cose che arrivano di sorpresa, sbaragliando le aspettative.

Il verde, infatti, (e l'Aniene) sono il collante di queste due zone di Roma.

E sono il sangue e l'ossigeno di una periferia che - anno dopo anno - si sta trasformando in un luogo da rivalutare, da frequentare e da vivere senza più sentirsi tagliati fuori dal mondo.

Ha un fascino segreto Talenti. Ma è quasi impossibile descriverlo. Starà forse nella sua quiete di quartiere "perbene", in quella luce che - lo ripetiamo - avvolge le piante ben curate dei condomini e promette passeggiate silenziose e salutari nei parchi dei dintorni. 

Il Parco dell'Aniene, quello di Aguzzano, o della Marcigliana, offrono paesaggi che si trasformano presto in squarci su un passato prossimo in cui questo era "latifondo", possedimenti di aristocratici con il pallino dell'imprenditoria. Nobili palazzinari. La famiglia Talenti, il cui ricordo è rimasto impresso non soltanto nel nome del quartiere, ma nelle silhouette dei primi condomini costruiti e nella toponomastica della piazza principale dedicata a Pier Carlo, il rampollo che diede vita a questo mondo. 

Partite proprio da lì e poi perdetevi. Fermatevi nei bar, chiedete notizie se ve la sentite. Fatevi raccontare. E poi andatevene a passeggiare in un parco a scelta. A farvi catturare dal fascino discreto dell'Aniene, secondo fiume di Roma e divinità minore di un pantheon tutto naturale che da queste parti sembra aver trovato una casa bellissima.





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