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Boccea. Il Parco della Cellulosa, a passeggio sull'Aurelia

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Lungo l'Aurelia, quando iniziano le periferie di Boccea e Casalotti si incontra anche il Parco della Cellulosa. È un monumento naturale romano dal 2006 e un polmone verde imprescindibile per tutta la zona. Scopritelo in compagnia di Gaia!

"All'uscita dell'Aurelia c'è. Casalotti Boccea / fai la conversione e c'è er tabacchi notturno, se è chiuso 
giù al controviale 
c'è il distributore. che te frega il resto... / 
il distributore, ma te frega il resto. // E allora vieni con me amore sul Grande Raccordo Anulare 
che circonda la capitale, e nelle soste faremo l'amore.
E se nasce una bambina poi la chiameremo Roma!".


Quante volte avremo cantato questa hit del grande comico Corrado Guzzanti che fa il verso ad Antonello Venditti, senza sapere se poi c'è sul serio il controviale e il distributore di sigarette che ti frega il resto dei soldi. Ecco, per molti, l'esistenza di questa parte a Nord di Roma si riduce alla strofa di una canzone meravigliosamente demenziale. Boccea/Casalotti è una landa sconosciuta, una periferia lontana, nascosta nei dintorni dell'Aurelia. 

Si vede che chi ignora l'esistenza di questa porzione di Roma non ha mai fatto quattro passi nel Parco della Cellulosa. Perché altrimenti sarebbe impossibile dimenticarne gli scorci, i sentieri, il verde e il silenzio che ti trasporta in un'altra dimensione, lontani dalle code e dalle uscite del GRA, lontani dal concetto stesso di periferia. 

Non c'è solo la bellezza di mezzo. C'è anche l'impegno del comitato che ha difeso (e difende) quest'area con le unghie e con i denti. Ecco, al Parco della Cellulosa bisogna andarci con la gratitudine di chi si appresta a visitare un luogo "liberato", un luogo "conservato" e amato. 

Per cominciarlo ad amare per bene, inoltre, va considerata proprio la sua definizione. Il Parco della cellulosa è un "monumento" naturale (dal 2006), nato negli anni Cinquanta per studiare e produrre cellulosa, e quindi carta, su suolo italiano. Sì, è un monumento. Un monumento in cui si può passeggiare a lungo, respirare a fondo, ascoltare i rumori di una natura che è ancora più preziosa quando si incontra in periferia. Ed è un monumento - repetita iuvant - che è stato sottratto agli appetiti di quanti vedevano in tutti quegli ettari i profitti di una cementificazione selvaggia. È un inno alla resistenza del verde sulle palazzine, della qualità della vita sui guadagni facili. Cosa che lo rende, se possibile, ancora più affascinante e prezioso.

Andateci in una giornata assolata, portate un cestino da pic nic con i panini (ma poi pulite, dopo aver consumato!), oppure visitate il sito del comitato e scegliete il momento più adatto in base al calendario degli eventi organizzati. In macchina, infine, se volete cantare a squarciagola la strofa della canzone di Guzzanti, potete farlo con cognizione di causa. Poi però verificate che il controviale esista sul serio, cercando però di non farvi rubare i soldi dal distributore di sigarette!





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